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Le cause che procurano danneggiamenti al DNA e di conseguenza all’infertilità maschile.
Alcuni studi dimostrano quanto l’integrità del DNA negli spermatozoi sia necessaria per la capacità fecondante di queste cellule e quindi sostenere il normale sviluppo embrionale. Lo spermiogramma, il test fondamentale per eseguire una diagnosi di infertilità maschile, fornisce informazioni riguardanti la concentrazione degli spermatozoi nel liquido seminale, la morfologia e la motilità. Tuttavia questo test non fornisce alcuna informazione riguardante l’integrità delle strutture interne e del DNA di queste cellule, si può invece ipotizzare che l’integrità del DNA a livello spermatico possa essere un utile marker di fertilità.
Molti ricercatori ritengono opportuno inserire nella comune routine diagnostica di infertilità, alcuni test che possano valutare la qualità strutturale degli spermatozoi per poter valutare se è necessario migliorarla, con opportune terapie, anche nell’ambito della fecondazione assistita come l’ICSI.
La qualità del DNA degli spermatozoi può dipendere da vari fattori. Un gruppo di ricercatori presieduti dal Prof. Christofer L.R Barratt dell’Università di Dundee in Inghilterra ha evidenziato una serie di fattori genetici e ambientali responsabili di questi danni.
Il fumo, sostanze chimiche, pesticidi, metalli, inquinamento atmosferico ma anche varicocele, criptorchidismo, farmaci chemioterapici sono tutti fattori in grado di indurre danni al DNA, compromettendo così la fertilità.
Fonte della notizia: Infertilità maschile: il motivo è il danneggiamento del DNA degli spermatozoi
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